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Lavatoio: abbiamo inviato la petizione (3.500 firme) a Ministero e Unesco
maggio 2007 - Abbiamo inviato la petizione con 3.500 firme per salvare il lavatoio storico (simbolo del degrado che dagli anni Settanta caratterizza molti edifici storici di Crespi d'Adda) al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli e al presidente dell'Icomos Michael Petzet, ente che collabora con l'Unesco. Ministero e Regione Lombardia hanno risposto all'appello, e confidiamo nei futuri sviluppi.
 


La raccolta delle firme è durata diversi mesi. La petizione con le 3.500 firme, gli articoli di Corriere, Repubblica, i disegni delle scuole e tanti altri contributi sono stati inviati a metà maggio 2007, periodo che abbiamo considerato opportuno per via del cambio di amministrazione: la campagna di sensibilizzazione aveva anche l'obiettivo di sottolineare ai futuri candidati amministratori lo stato di urgenza di alcuni edifici storici di Crespi, come il lavatoio appunto. Inoltre i nuovi amministratori avranno pieno tempo e pieni poteri per affrontare e coordinare il non facile compito di ridare lustro ad un sito storico che per molti anni non ha ricevuto le meritate attenzioni. La nostra Associazione sarà comunque pronta a collaborare con le istituzioni, come già sta facendo.
Ringraziamo tutti coloro che hanno firmato la petizione.

Il testo della petizione:

PETIZIONE
 
A tutti gli enti preposti alla tutela del patrimonio storico e culturale di Crespi d'Adda
Al proprietario del lavatoio di Crespi

E' vergognoso e inaccettabile che in un luogo dichiarato patrimonio mondiale dell'Unesco e visitato ogni anno da decine di migliaia di turisti e scolaresche il lavatoio storico, parte integrante del villaggio creato dagli industriali illuminati Crespi nel tardo Ottocento, sia lasciato in condizioni pessime, ormai prossime al degrado irreversibile.
L'edificio in mattoni a vista del lavatoio - dall'elegante disegno che lo rendeva omogeneo esteticamente al contesto del Villaggio - è assai sporco, i mattoni sono in gran parte ricoperti di una patina di salnitro o di muschio, la vegetazione cresce al suo interno e sul tetto, il quale sta cedendo insieme alla struttura di legno, alle capriate e alle tegole. Le vasche, infine, sono colme di materiali abbandonati, sporcizia e di escrementi dei piccioni che dimorano sul tetto.
Nelle condizioni attuali il lavatoio costituisce pericolo per la pubblica incolumità, ed evidente deturpazione del paesaggio.

Vi chiediamo di intervenire al più presto per salvare un edificio caro agli abitanti di Crespi e appartenente - non solo a livello culturale - a tutta l'umanità.

TESTI COLLEGATI:
Le condizioni del lavatoio
Le Email per il lavatoio
I disegni e le lettere delle scuole per il lavatoio
La campagna di sensibilizzazione muove Ministero, Regione e Provincia

 
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