AMICI DEL VILLAGGIO CRESPI è un punto d'incontro per gli affezionati di Crespi,
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Il gruppo di lavoro internazionale
Alpe Adria a Crespi d'Adda.

ottobre 2006 - A Crespi d'Adda si è svolta l'incontro periodico del Gruppo progetto internazionale sui centri storici di Alpe Adria. L'Associazione Culturale Villaggio Crespi, su invito della Regione Lombardia, Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie, ha supportato i lavori del gruppo progetto, fornendo attività di interpretariato, visite guidate e ristoro.
 
 

L'Associazione ha seguito il gruppo di lavoro Alpe Adria nel contesto di Crespi e in quello fluviale ed eco-museale
Cos'è Alpe Adria?
La Comunità di lavoro Alpe Adria fu costituita a Venezia il 20 novembre 1978 con la sottoscrizione di un protocollo d'intesa. Essa comprende attualmente quindici Regioni e Stati dell'arco alpino orientale (le 5 contee ungheresi di Baranya, Gyor-Moson-Sopron, Somogy, Vas e Zala; le regioni austriache del Burgenland, della Carinzia, dell'Alta Austria e della Stiria, la Slovenia, la Croazia e le regioni italiane del Friuli Venezia Giulia, della Lombardia, del Trentino Alto Adige e del Veneto). La Regione Lombardia aderirà successivamente, nel 1979. Le finalità principali della Comunità di lavoro sono la trattazione comune a livello informativo e tecnico e il coordinamento di questioni che sono nell'interesse dei membri. L'attività si articola per Commissioni (sono 5: Assetto del territorio e tutela dell'ambiente; Economia, trasporti e turismo; Cultura e società; Sanità e affari sociali; Agricoltura e foreste) e Gruppi progetto, dipendenti dalle Commissioni. In tal senso il Gruppo progetto sui centri storici è una diretta emanazione della Commissione Cultura e società.

Giornate di lavoro
L'incontro di lavoro si è svolto grazie all'Amministrazione Comunale nell'ex edificio scolastico di Crespi d'Adda e ha rappresentato un punto di arrivo (la pubblicazione del 3° Rapporto sull'architettura rurale) e una tappa del percorso di elaborazione del 4° Rapporto, che approfondirà i temi legati all'archeologia industriale. Quest'ultimo presterà specifica attenzione agli insediamenti operai, dagli albori della rivoluzione industriale al 1945. A tal fine significativa la scelta di Crespi d'Adda, l'esempio più significativo in Lombardia di villaggio operaio riconosciuto dall'UNESCO.

Il gruppo di lavoro internazionale è stato accompagnato alla scoperta del villaggio e della centrale idroelettrica Edison dalle guide dell'Associazione Culturale Villaggio Crespi che hanno curato anche la traduzione in inglese e tedesco.

Le giornate di lavoro si sono concluse con un piacevole pranzo presso l'Osteria da Mualdo di Crespi d'Adda.

 

Il gruppo di lavoro Alpe Adria ospite della Edison presso le storiche centrali lungo l'Adda
Attualità e interesse delle tematiche affrontate
Il 3° e il 4° Rapporto affrontano temi strategici per la Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia in relazione all'attività di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali diffusi nell'ambito del territorio lombardo.
Sull'architettura rurale poco è stato fatto finora. La legge 24 dicembre 2003, n. 378, contenente "Disposizioni per la tutela e valorizzazione dell'architettura rurale" è stata un segnale importante di ritrovato interesse per argomenti che per anni sono stati appannaggio di cultori di storia locale. Essa segue di poco la Convenzione Europea del Paesaggio e precede di pochi mesi l'operatività del Codice per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, le cui norme contemplano il tema degli edifici rurali e il problema della loro tutela e valorizzazione, ma non si è mai tradotta in operatività concreta
Sull'archeologia industriale invece le politiche di tutela e valorizzazione della Regione Lombardia si sono indirizzate verso tre principali ambiti di intervento. Il primo riguarda la catalogazione, attuata nell'ambito del Sistema informativo regionale beni culturali, al fine di acquisire un quadro complessivo a scala regionale. Il secondo interessa azioni dirette sul patrimonio storico dimesso dell'archeologia industriale con finanziamenti di recupero e di valorizzazione dei beni. Vanno in quest'ambito segnalati, pur in assenza di iniziative programmatiche, i recuperi attuati sui fondi della l.r. 33/91, come, ad esempio, quelli del Museo del ferro di Brescia, dell'ex Frera di Tradate, del forno fusorio rinascimentale di Tavernole sul Mella, del Museo dell'Industria e del lavoro di Sesto S. Giovanni, etc.
L'ultimo riguarda interventi integrati sul territorio, attuati secondo una programmazione della politica culturale in coordinamento con gli strumenti economico-finanziari regionali (si segnalano, tra gli altri, gli AdP il Museo dell'energia e del territorio a Milano, realizzato dall'AEM, il Museo dell'industria e del lavoro "Eugenio Battisti" a Brescia, "La via dei metalli" in provincia di Bergamo per la realizzazione di un parco minerario in un'area compresa tra l'alta Val Seriana e la Val di Scalve, etc.).