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Le case operaie non erano bianche.
La nostra osservazione cambia il Piano.

2006 - Per molti anni le case operaie sono state ritinteggiate di colore bianco. La nostra Associazione ha sostenuto la tesi che il bianco, previsto dal Piano di conservazione per molti edifici, era frutto di un'analisi storica inesatta. La nostra osservazione è stata accolta ed ora si lavora sul Piano del colore, ed è fondamentale dare un aspetto storicamente coerente all'intero Villaggio operaio.
 

La tempera bianca che oggi ricopre molti edifici di Crespi (la scuola - nella foto - l'ex albergo e diverse case operaie) non aveva mai convinto gli appassionati del Villaggio. Abbandonato il bianco sulla scia della nostra osservazione, il Piano Particolareggiato si è dotato di recente di un "Piano del colore", cha ha lo scopo di normare tutti gli interventi d'ambito cromatico.

LA NOSTRA OSSERVAZIONE AL PIANO DEL 1999

Ecco un estratto della osservazione al Piano Particolareggiato presentata dalla nostra Associazione nel 1999, e corredata da un'analisi storica dell'ing. Rinaldi dell'Archivio Storico Crespi d'Adda - Legler.

VERIFICA DELLA ATTENDIBILITA' DELL'INDICAZIONE CONTENUTA NEL PIANO DI CONSERVAZIONE DEL VILLAGGIO DI CRESPI D'ADDA RIGUARDANTE IL COLORE DEGLI EDIFICI

Da diversi anni le case operaie del Villaggio di Crespi vengono ritinteggiate di colore BIANCO. Più precisamente pittura bianca. Eppure le nostre ricerche tendono a evidenziare che ai tempi della famiglia Crespi e - in generale - in passato le abitazioni non sono mai state pitturate di un colore BIANCO.
I pareri e le testimonianze da noi raccolti nel corso degli ultimi anni, tendono a convergere verso un'interpretazione differente, che vede gli immobili del Villaggio e della fabbrica caratterizzati da questi colori, nella successione storica da noi ipotizzata:

- nei primi anni della storia di Crespi gli edifici NON ERANO TINTEGGIATI: si presentavano delle stesso colore dell'intonaco (quindi NON TEMPERA BIANCA semmai di quell'aspetto grigio chiaro caratterizzato dai materiali usati per la costruzione e la copertura dei muri).
- nel periodo successivo, finchè i Crespi furono presenti (anni Trenta, quando la famiglia perse la proprietà dell'insediamento e non vi fu più sviluppo urbanistico), la maggior parte degli edifici furono tinteggiati di colori tendenti al GIALLO OCRA.
- a partire dai primi anni Quaranta, a seguito di un intervento di modernizzazione estetica voluto dalla S.T.I. (quando ormai la famiglia Crespi si era da tempo allontanata) le case operaie del Villaggio furono ritinteggiate di ROSSO e di VERDE (con modanature intonacate e bianche).

Vorremmo quindi proporre una attenta verifica dell'indicazione contenuta nel piano di conservazione del villaggio di Crespi riguardante il colore degli edifici.

Questa la risposta degli estensori del Piano:

RICHIEDENTE
Associazione Culturale Villaggio Crespi
CONTENUTO DELLA RICHIESTA Modificare la prescrizione introdotta con l'abaco degli elementi per il restauro, che prescrive il colore bianco per la tinteggiatura degli edifici.
PARERE TECNICO Lo storico nella sua relazione sostiene che "il colore dei villini fino alla metà della seconda guerra mondiale era bianco". La prescrizione contenuta nell'Abaco deriva dalla trasposizione, magari acritica, di quanto evidenziato nel merito dallo storico. Ciò premesso, nulla osta in termini di principio ad avallare sotto il profilo tecnico la richiesta formulata dall'Associazione.
PROPOSTA Stralciare dagli elaborati di piano e delle NTA ogni riferimento attinente il "colore bianco" per la tinteggiatura degli edifici.
 
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